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Se 20 mesi vi sembran pochi

di Gabriele Tomei  edito da Pisa University Press

Gli effetti del programma ENA in provincia di Pisa. Gli sconvolgimenti politici e sociali avvenuti all’inizio del 2011 nei paesi della sponda sud del Mediterraneo hanno determinato una ripresa delle migrazioni via mare dal continente Africano verso l’Europa, riportando in pochi giorni il volume dei flussi ai valori di picco registrati nel decennio precedente. In assenza di un adeguato sistema nazionale di accoglienza dei profughi, l’Italia ha vissuto la ripresa degli arrivi via mare come una situazione di emergenza da affrontare approntando un programma specifico (ENA). Nonostante tutte le sue fragilità e inadeguatezze, i 20 mesi di attività del programma hanno costituito per il sistema paese un importante laboratorio nel quale verificare i limiti e le possibilità delle procedure di accoglienza esistenti e sperimentare possibili percorsi virtuosi di sviluppo e di integrazione delle stesse. L’indagine ha rilevato i potenziali effetti del programma di accoglienza realizzato nel territorio della provincia di Pisa prima di tutto sui profughi, poi sulle comunità dei cittadini stranieri già presenti in loco ed infine sul sistema di emergenza locale nel suo complesso. Coerentemente con gli approcci valutativi di orientamento realista, il focus dell’indagine è stato collocato al livello delle trasformazioni di comportamento, orientamento e relazioni che i diversi attori in campo (beneficiari ma anche operatori e decisori) hanno prodotto nel contesto in corrispondenza degli interventi implementati localmente sulla base del programma regionale di intervento.

della domanda si richiede, infatti, obbligatoriamente un’elezione di domicilio, anche nel caso di persone prive di mezzi di sostentamento, giustificandolo con la necessità della Questura di contattare il richiedente per successive comunicazioni. Questa richiesta, però, non è ritenuta legittima, in quanto è contraria ai principi affermati dal Decreto Procedure (n. 25/2008). All’art. 6 comma 1 si afferma infatti che «la domanda di protezione internazionale è presentata personalmente dal richiedente (…) presso l’ufficio della Questura competente in base al luogo di dimora del richiedente» (intendendosi con luogo di dimora quel luogo in cui la persona si trova anche temporaneamente). Inoltre, il tempo che intercorre fra il momento della manifestazione della volontà di richiedere asilo e l’effettiva verbalizzazione è stimabile fra uno e quattro mesi, ed è stato notato come il richiedente venga informato della possibilità di richiedere accoglienza solo al momento della verbalizzazione e n... continua

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