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Le leggi razziali e gli avvocati italiani

di D. Cerri (Ed. 2010 Pagg. 106)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Promuovendo il Convegno pisano del 20 febbraio 2009 l’Ordine forense locale e la Fondazione del C.N.F. Scuola Superiore dell’Avvocatura hanno raccolto, tra i primi in Italia, l’invito formulato da Guido Alpa agli organi forensi, in seguito all’istituzione della Giornata della Memoria. Il Convegno, patrocinato da Regione Toscana, Comune e Provincia di Pisa, e con la partecipazione delle comunità ebraiche pisana e livornese, ha avuto lo scopo di tenere viva la memoria di quei fatti, approfondendo la ricerca di un periodo così importante per la storia dell’avvocatura e del paese. La prima parte del volume vede la ricostruzione dei principali profili normativi della persecuzione antisemita, con il loro particolare riflesso nel mondo forense; cittadini e professionisti normalmente integrati nelle comunità cittadine, dove avevano spesso posizioni di rilievo, vengono improvvisamente costretti a fare i conti con il pregiudizio razziale divenuto legge, “legge della vergogna” nell’efficace espressione di Di Porto. Attività quotidiane e brillanti carriere devono essere interrotte, o coltivate di nascosto; e ben pochi, nel circuito accademico come in quello istituzionale forense, si levano a difendere i colleghi, quando addirittura non si giovano dell’eliminazione di pericolosi “concorrenti”. È poi Pisa a costituire il fil rouge della seconda parte; la rappresentazione dell’ambiente ebraico in una cittadina di provincia rende più comprensibile la tragicità dell’impatto delle leggi razziali sia nella prestigiosa sede universitaria che nel foro. Il burocratico riferimento (“Dato a San Rossore”) posto in calce alle leggi del 1938 all’idilliaco luogo della villeggiatura reale in Toscana, la Tenuta di San Rossore, assume quindi un sapore sinistro e indica l’inizio di un percorso non solo metaforico che avrà come meta finale l’inimmaginabile orrore di Auschwitz. Un percorso, infatti, che sarà effettivamente compiuto da chi – come le pisane sorelle De Cori, di cui narra Gremigni in una delle “microstorie” ricostruite negli archivi del locale Ordine professionale, probabili vittime proprio di un noto esponente delle istituzioni forensi che riuscirà poi a superare indenne i giudizi di epurazione post-bellici – partirà alla volta della Polonia dal campo italiano di Fossoli, con lo stesso treno di Primo Levi.

Il convegno pisano del 20 febbraio 2009 R G??? Il tema trattato nel convegno svoltosi a Pisa il 20 febbraio 2009, su iniziativa dell Ordine forense e della Scuola Superiore dell Avvocatura, “Le leggi razziali e gli avvocati italiani. Uno sguardo in provincia” mi coinvolge profondamente per la mia doppia veste di ebreo e di avvocato. Sono quindi particolarmente grato agli organizzatori del convegno per avermi conferito l onore di scrivere la prefazione agli atti qui raccolti, che mi auguro possano trovare grande di¢usione. I lettori vi troveranno una ricostruzione di notevole ef£cacia, giocata su molti registri. Retrospettiva storica e prospettiva giuridica, dimensione nazionale e scenario locale sapientemente convergono in un quadro nel quale le drammatiche storie personali aiutano a comprendere l orrore nel quale si precipitò a partire da quel pacchetto di 4 decreti legge che segnarono l inizio della persecuzione, in calce a ciascuno dei quali, sopra la £rma del re, campegg... continua

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