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Scultura a Pisa nell'età moderna

di C. M. Sicca (Ed. 2007 Pagg. 196)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Spinti da una vocazione “naturale”, legata alle materie prime che i loro territori conservavano, artisti e principi toscani hanno fatto della scultura un’arte d’eccezione che nei secoli ha rappresentato il talento dei suoi artefi ci ben oltre i confi ni nazionali. Proponendo fonti inedite e poco accessibili, insieme a saggi dal taglio non esclusivamente monografi co, la collana off re un sostanziale contributo alla comprensione della storia della scultura, in Toscana e in Italia, portando al centro dell’attenzione non solo gli aspetti stilistici e formali, ma anche e soprattutto la storia della sua cultura materiale, della produzione artistica e del collezionismo.

C M S Non delectari statuis non possum Francesco Petrarca, De Remediis utriusque Fortunae, 41 […] Sendo V.S. Illustrissima mecenate, et Padre, de i virtuosi, & di quegli massimamente che hanno qualche eccellentia in se, non mi è parso mancare di questo ucio, in dirizarli il lator della presente, qual è molto eccellente nella scoltura, et ha fatto qui in casa nostra, assai opere degne et parte ne ha vedute V.S. Illustrissima per tanto la supplico sia contenta servirsi di lui in cosa che la conosca, potersi valere, et oltre ciò amarlo et favorirlo […] 1. Con queste parole il 16 ottobre 1548 il giurista padovano Marco Mantova Benavides (14891582) presentava a Georges d’Armagnac, cardinale di Rhodez all’epoca residente a Roma, lo scultore Bartolomeo Ammannati. Per tono e contenuto questa lettera non si discosta da molte altre scritte da mecenati cinquecenteschi, se non per il fatto che il suo autore non era un principe nè un grande aristocratico bensì – come rimarcava Raaello... continua

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