ISBN: 978-88-10-96014-1
Pagine: 616


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Una comunità legge il Vangelo di Matteo

di Silvano Fausti  edito da EDB Edizioni Dehoniane Bologna

La sacra Scrittura è come uno spartito, la cui musica esiste solo dove e come è eseguita. Chi cerca di leggerla, interpretarla e attualizzarla ne è letto, interpretato e attualizzato. Infatti la parola di dio è viva ed efficace, scruta i sentimenti e i pensieri del cuore, e tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi (eb 4,12s). Il Vangelo racconta quanto Gesù dice o fa per qualcuno. Quel qualcuno è il lettore stesso, chiamato a fare in prima persona l’esperienza di ciò che è narrato: la Parola fa quello che dice, per chi l’accoglie con fede (cf. 1ts 2,13). L’interesse al racconto può essere di tre livelli diversi. Può essere rivolto al testo, per vedere come esattamente è, qual è la sua storia, la sua struttura, il suo stile ecc. è un passo previo. Chi però si ferma qui è come uno che vuol mangiare la parola «pane» invece del pane. Non sazia molto! Può essere anche rivolto a cosa dice il testo: qual è il suo messaggio, come capirlo e vivere oggi ecc. è un secondo gradino, anche questo necessario, ma non sufficiente. Chi si ferma qui è come un figlio che mangia del pane senza sapere che viene dai genitori. Neppure questo sfama fino in fondo. Può essere infine rivolto al Signore: oltre al testo e a ciò che dice, si è attenti a colui che dice quel testo. tutta la scrittura è una lettera che il Padre ha inviato a ciascuno dei suoi figli; dietro ogni parola c’è chi parla, e il suo dirsi è un darsi. Chi raggiunge questo terzo livello ha trovato ciò di cui ha fame.

la sacra Scrittura è come uno spartito, la cui musica esiste solo dove e come è eseguita. Chi cerca di leggerla, interpretarla e attualizzarla ne è letto, interpretato e attualizzato. Infatti la parola di dio è viva ed efficace, scruta i sentimenti e i pen sieri del cuore, e tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi (eb 4,12s). Il Vangelo racconta quanto Gesù dice o fa per qualcuno. Quel qualcuno è il lettore stesso, chiamato a fare in prima persona l’esperienza di ciò che è narrato: la Parola fa quello che dice, per chi l’accoglie con fede (cf. 1ts 2,13). l’interesse al racconto può essere di tre livelli diversi. Può essere rivolto al testo, per vedere come esattamente è, qual è la sua storia, la sua struttura, il suo stile ecc. è un passo previo. Chi però si ferma qui è come uno che vuol mangiare la parola «pane» invece del pane. Non sazia molto! Può essere anche rivolto a cosa dice il testo: qual è il suo messaggio, come ca pirlo e vivere oggi ecc. è un secondo gradino, anche quest... continua

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