ISBN: 978-88-8492-881-8
Pagine: 196


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Esclusione e lavoro

di R. Benedetti (Ed. 2011 Pagg. 196)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Soprattutto alla luce della recente crisi economica, il rapporto tra lavoro ed esclusione sociale assume una nuova centralità, evidenziando possibilità, rischi e contraddizioni degli attuali sistemi di welfare: mentre cambia il mondo del lavoro ed il modo di intendere il lavoro, cambiano anche i soggetti dell’esclusione e, parallelamente, gli approcci con cui si interviene per contrastare le nuove forme di disagio. Tuttavia, non sempre questi cambiamenti si incontrano nel definire percorsi di fronteggiamento e, prima ancora, di prevenzione integrati; anzi, aumenta il rischio di una crescente divaricazione tra dimensione economica e dimensione sociale. Muovendo da queste considerazioni, il volume indaga, attraverso la presentazione di alcuni percorsi di ricerca condotti a livello locale, come queste dinamiche non solo tendano ad acuire la vulnerabilità di quei gruppi sociali tradizionalmente a rischio, ma impattino anche sulle categorie sociali fino a poco tempo fa più stabili, determinando una sovrapposizione di vecchie e nuove esclusioni. Ne deriva uno scenario frastagliato e complesso, in cui la crescente frammentazione delle traiettorie individuali e la trasversale esposizione al rischio di fasce sociali sempre più ampie, si riflette nella ricerca di nuove strategie di fronteggiamento, soggettive ed istituzionali. Si sviluppa, così, una nuova transizione, che investe contemporaneamente i singoli individui quanto il sistema di welfare (nazionale e locale), nella difficile elaborazione di risposte capaci di ridurre la distanza tra dinamiche economiche e cambiamenti sociali.

La riflessione sul sistema di welfare costituisce un ambito di studio denso di stimoli, quanto di contraddizioni, che rischiano di riflettersi in una retorica elaborazione di strategie, interventi e pratiche, di fatto incidendo marginalmente o in ritardo sulle forme di disagio, sia consolidate sia emergenti. Questo rischio diviene ancora più evidente in una fase, come quella attuale, di crisi economica, in cui parallelamente all’aumentare delle forme di vulnerabilità e di disagio sociale, aumenta la difficoltà, da parte dei sistemi di welfare, di orientare risposte efficaci e calate in un contesto capace di contrastare il processo di impoverimento e di crescente vulnerabilità, che coinvolge fasce di popolazione sempre più ampie e livelli d’intervento differenziati. In questo scenario di crescente fragilizzazione, il rischio principale è quello di vedere aumentare la distanza tra i processi economici e le dinamiche sociali che, disancorati gli uni dalle altre, producono un circuito r... continua

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