ISBN: 978-88-6741-148-1
Pagine: 259


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“Essere” e “divenire” nel Timeo greco e armeno

di Irene Tinti  edito da Pisa University Press

Studi Linguistici Pisani pubblica volumi a carattere scientifico nel campo della linguistica. Ideata in primo luogo per dar voce a quanti si sono formati presso il Dipartimento di Linguistica dell’Università di Pisa, la Collana intende ospitare opere originali ed innovative sia sul piano dei contenuti che su quello della metodologia, nella volontà di partecipare al dibattito attuale della ricerca in linguistica. Come è noto, la dicotomia tra “essere” e “divenire”, ovvero tra lo statuto ontologico proprio delle forme intellegibili e quello della realtà fenomenica, riveste notevole importanza filosofica nel Timeo platonico. Il volume analizza la codifica linguistica di tale distinzione, che si estrinseca in greco nell’opposizione lessicale e azionale tra il verbo stativo εἰμί e la sua controparte trasformativa γίγνομαι, attraverso lo studio dei valori semantici e azionali dello stesso γίγνομαι (“passare ad un nuovo stato di esistenza”, quindi “nascere”, “diventare”), la cui componente dinamica e trasformativa può essere neutralizzata per motivi configurazionali e per l’interazione con la categoria dell’aspetto. A tal proposito, si propone un’analisi di tutte le occorrenze del verbo nel dialogo, dove diverse forme, distinte dal punto di vista temporale e aspettuale, esprimono molteplici manifestazioni del mondo fenomenico. Particolare attenzione è riservata al perfetto stativo γέγονα, che riveste un ruolo centrale nel sottocodice filosofico platonico. La seconda parte del testo è dedicata a un esame dell’analogo ambito semantico nella versione del Timeo in armeno antico (grabar), caratterizzata da una lingua fortemente ellenizzata, e delle strategie adottate per trasporre unità lessicali e opposizioni morfologiche investite di rilevanza tecnica nell’originale. In particolare, si analizza se e come il traduttore armeno abbia mantenuto la dicotomia lessicale e azionale tra “essere” e “divenire”, e, soprattutto, se e come abbia riconosciuto e mantenuto l’opposizione tra diverse forme di γίγνομαι, pur non disponendo, nella lingua replica, di un analogo inventario di voci verbali morfologicamente, semanticamente e aspettualmente differenziate.

1. Struttura e contenuto del volume Il presente studio è articolato in due sezioni, dedicate rispettivamente al Timeo greco e alla sua traduzione armena1 e caratterizzate da obiettivi differenti. Ai due poli dell’indagine saranno dunque riservati, in questa stessa Premessa, paragrafi distinti, per focalizzarne meglio il fine, i presupposti teorici e la metodologia di analisi; le due parti saranno inoltre seguite da Conclusioni separate. Ciònonostante, le due fasi della ricerca sono state concepite, sviluppate ed esposte per essere considerate insieme: esse sono accomunate infatti da un’indubbia affinità tematica, determinata non solo dalla comunanza contenutistica del testo di partenza e dall’identità dell’ambito lessicale oggetto di indagine terminologica, ma anche e soprattutto dall’inevitabile sinergia che, in uno studio di carattere traduttologico, coinvolge il testo di partenza e il codice linguistico di cui esso è espressione, al fine di consentire una migliore comprensione de... continua

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