ISBN: 9788897010685
Pagine: 91


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Il pane carasau

Storie e ricette di un'antica tradizione isolana

di Antonella Serrenti; Susanna Trossero  edito da Graphe.it Edizioni

C’era un dolce tepore in quella cucina, tutto era armonia, e continuavamo a bisbigliare come se ci fosse stato qualcuno da non svegliare, da non disturbare. È nostro desiderio parlarvi di un antico pane tipico sardo, composto da semplici e pochi ingredienti quali una manciata di farina lavorata senza l’utilizzo del lievito di cui abitualmente facciamo uso, e schiacciata a lungo per ottenere uno spessore incredibilmente sottile; attualmente accompagna cibi, stuzzichini e salse anche nella penisola e risulta essere molto apprezzato dai «continentali»: si tratta del pane carasau, conosciuto anche con il nome di carta da musica – nome non attribuitogli dai sardi – per via delle sue sottilissime sfoglie e del suono che producono grazie alla loro tipica croccantezza. «Su pani fattu in domu», «il pane fatto in casa», quello che racconta storie infinite, che nasce in seno a una famiglia e che vaga di casa in casa, dentro bisacce o sull’altare del parroco, che richiede un intero corredo di canestri e di preziosi teli di lino bianco, che sopravvive a più di una stagione, e che prima ancora d’esistere è parte di un’idea che nasce coltivando, trebbiando, setacciando.

Potete aggiungere unmestolo o due di acqua di cottura se la zuppa risulta essere troppo asciutta. Infornate per mezz’ora a 180 gradi finché la parte superiore non diventerà una crosta dorata. Servite questo piatto ben caldo e gustatelo con un buon bicchiere di vino bianco sardo: un Vermentino è stato per noi l’ideale. Vi è un’altra antica versione di questa zuppa, ma non viene menzionato il pane carasau. Per dovere di cronaca ve la facciamo conoscere, anche perché fa parte della tradizione culinaria della Sardegna: «Questa pietanza viene condita in svariati modi, unomigliore dell’altro, da leccarsi le dita, purché il finocchietto sia ben cotto e soffritto, ricordando di non buttare l’acqua di cottura. In una pirofila si stende uno strato di pane carasau, uno di finocchietti, uno di formaggio fresco, pecorino o vaccino, unmestolo dell’acqua di cottura col sale e man mano si ricomincia fino a riempire la pirofila. Infornare per mezz’ora a fuoco moderato. Si mangia calda. Invece dell’a... continua

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