ISBN: 978-88-8492-925-9
Pagine: 172


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La famiglia di fatto

di Claudio Cecchella  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

In una fase in cui il legislatore tenta una disciplina generale della famiglia di fatto e delle convivenze more uxorio, senza peraltro riuscirvi, nonostante la frequente programmazione di sedute di discussione del Parlamento su progetti presentati dai vari gruppi parlamentari, si pone attualissimo il problema, che inonda le aule giudiziarie, dell’applicazione immediata di regole positive al fenomeno, sempre più diffuso nella società civile. Un’eventuale ipotetica riforma non offrirebbe peraltro rilevanza giuridica a un fenomeno che altrimenti entrerebbe nella sfera dell’irrilevante, poiché tante sono le implicazioni di interessi giuridicamente protetti nella famiglia di fatto, che la fattispecie deve ritenersi di per sé rilevante e sin d’ora soggetta ad una disciplina, non facilmente oggettivabile, ma certamente desumibile dal sistema, spesso con il ricorso all’analogia. Dunque, l’occasione di una riflessione di carattere generale, a cui è dedicato il volume, sempre nella duplice prospettiva sostanziale e processuale, con al centro dell’attenzione il rapporto di filiazione, e la necessità di una piena assimilazione della filiazione naturale a quella legittima. La prima prospettiva di indagine è stata percorsa da studiosi come Balestra (La convivenza more uxorio) e Renda (La filiazione naturale), con un interessante introduzione casistica di Dosi; la seconda, preceduta da un intervento di Massetani, da Danovi (Il riparto di competenza tra tribunale per i minorenni e tribunale ordinario), Luiso (Le tutele giurisdizionali avanti al tribunale dei minori) e Cecchella (Le tutele giurisdizionali avanti al tribunale ordinario). Il dato dell’esperienza ha poi arricchito di contenuti il dibattito, grazie all’intervento dell’avv. Giulia Maria Albiero e del magistrato Rita Russo, entrambe impegnate in materia di famiglia nelle aule di giustizia. Ne è risultata un’interessante giornata di studi (la terza dedicata alla memoria dell’avv. Mario Jaccheri), di cui si raccolgono gli atti, con alcune conclusioni che non possono non servire da monito al legislatore, nella prospettiva di una riforma, particolarmente sul piano processuale, dove la discriminazione tra filiazione naturale e filiazione legittima appare ben lontana da essere colmata e potrà esserlo con la riunificazione delle competenze, disegno necessario e ormai ineludibile per l’intera materia familiare.

Claudio Cecchella 1. In una congiuntura in cui il Parlamento mette in calendario la discussione sui progetti di legge di varia iniziativa intorno alla disciplina della famiglia di fatto, senza tuttavia mai giungere – probabilmente per le profonde implicazioni etiche e religiose dell’istituto – a una votazione finale che regoli ex novo la materia, l’interprete e l’operatore devono applicare alla fattispecie regole desunte dal sistema, per lo più con il ricorso all’interpretazione analogica o estensiva di discipline destinate a regolare istituti generali, come l’arricchimento senza causa o l’ingiustificato arricchimento, la donazione, l’obbligazione naturale ecc., verificandone volta per volta la compatibilità con il rapporto di fatto, matrice di un insieme di interessi ad immagine del rapporto matrimoniale. Oltre al problema della lacuna, che tuttavia il sistema consente sempre di colmare (anzi non si deve in proposito pensare che la mancata speciale regolamentazione possa relegare a... continua

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