ISBN: 978-88-6741-058-3
Pagine: 138


Condividi pagina su:
 

Attrarre e respingere

di Ilaria Possenti (2012 Pagg.138)  edito da Pisa University Press

Con il recente Trattato di Lisbona l’Unione europea ha acquisito ampi poteri in materia di immigrazione. Ma in quale direzione si sta muovendo? L’Europa degli “accordi di Schengen”, che rafforza le frontiere esterne, appare sempre più legata all’Europa delle “strategie per la crescita”, che incentiva la flessibilità e la mobilità del lavoro. Le politiche migratorie comunitarie, “selettive” e “flessibili”, si impegnano ad attrarre e respingere i migranti in base alle esigenze variabili dei mercati. L’Unione dimentica il “diritto di migrare”, la complessità dei percorsi migratori, il loro rapporto col mondo postcoloniale e neoliberista; mentre si appella al “bisogno di manodopera straniera” e alla “lotta contro l’immigrazione irregolare”. Ma il dispositivo di immigrazione comunitario non produce l’effetto biopolitico di creare nuove tipologie di soggetti: i “regolari” e gli “irregolari”. Piuttosto, destabilizza lo status soggettivo dei nuovi arrivati: trasforma molti in “precari (ir)regolari” e li indebolisce come attori sociali. Si profila così, nella costruzione europea, una crisi profonda non solo dei diritti, ma anche delle pratiche di cittadinanza, già ampiamente messe in discussione dal dispositivo di flessibilità.

I. In un articolo scritto insieme all’ex ministro bavarese Julian nida-Ruemielin, uscito nell’agosto 2012 sulla «Frankfurter Allgemeine zeitung»1, Jürgen Habermas si è fatto interprete di un’inquietudine diffusa nella società europea. Guardando alla crisi economica in atto, alla disoccupazione in aumento, al declino del “modello sociale europeo”, Habermas ha apertamente parlato del «fallimento di una politica senza prospettive», in cui gli Stati si rassegnano a inutili e controproducenti misure fiscali e di bilancio, fino a innescare un circolo vizioso: quello di «una dura politica di austerità che indebolisce la loro forza economica e aumenta la disoccupazione». Habermas si unisce, così, a quanti denunciano «una democrazia di facciata conforme ai mercati», in cui i governi sembrano aver perduto ogni capacità di agire, rinunciando a imbrigliare e regolare «lo spirito maligno degli universi paralleli e spettrali creati da banche d’investimento e hedge funds al ... continua

Sfoglialo OnLine

Web
Prezzo:
11.99 €


Leggilo sul tuo dispositivo mobile scaricando l'App gratuita

Library
Prezzo:
13,99
Vai alle pubblicazioni dell'editore