Pagine: 376


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La metamorfosi dell'antilluminismo

di M. Lenci (Ed. 2007 Pagg. 376)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Quali sono le radici dell'antilluminismo contemporaneo? Quali i sentieri, le strade che vi hanno condotto? Quali gli argomenti e i temi più ricorrenti e quali le trasformazioni cui sono stati sottoposti nei diversi contesti politico-intellettuali? Questo libro cerca di ripercorrere criticamente alcuni degli itinerari in cui si è articolato il dibattito sui Lumi nella storia del pensiero politico moderno: dalla polemica dei cattolici che iniziata con Bossuet è arrivata sino a MacIntyre, a quella del conservatorismo anglosassone che da Burke e Coleridge attraverso Eliot è giunta sino a John Gray; dalla critica di Herder e del romanticismo tedesco sino al radicalismo aristocratico di Taine, Renan e Nietzsche; dal milieu culturale che ha preparato il fascismo, dominato dalla figura di Sorel, al pensiero differenzialista di De Benoist; dalla critica alla cultura di massa tra le due guerre, alla Dialettica dell’illuminismo di Adorno ed Horkheimer e all’antiumanesimo di Foucault. In tutto questo peregrinare le idee antilluministe mutano, cambiano sovente il campo di appartenenza, dalla destra alla sinistra politica e viceversa, sono sottoposte ad una metamorfosi, oppure cambiano solo di veste, a volte si intrecciano tra di loro o si fondono in una miscela esplosiva che può rivelarsi pericolosa per le sorti della modernità politica.

L’illuminismo sul banco degli imputati, questo il titolo della recensione che Sergio Luzzatto ha scritto per il libro di Roberto Vivarelli, I caratteri dell’età contemporanea, nel quale, scrive Luzzatto, “sulla soglia degli ottant’anni, l’insigne docente della Normale non trova di meglio che riscaldare la minestra nella quale – da due secoli e mezzo – il pensiero reazionario va annegando il proprio piagnisteo sulla corruzione dei costumi e il disincanto del mondo”1. E questo in effetti sembra essere l’ennesimo libro che si unisce alla lunga, secolare, sequela delle opere che si sono scagliate contro la civiltà dei Lumi. Alcuni anni fa, a questo proposito, Eugenio Scalfari, constatava come allora, essere illuminista, fosse il vero modo per andare controcorrente; il mondo, infatti, sembrava ancora soffrire “per un drammatico deficit di razionalità”, piuttosto che per un “eccesso” di questa, dato che “la Kultur romantica o più semplicemente arcaica del sangue e della terra” aveva... continua

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