ISBN: 1592-3533
Pagine: 33


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04/13 Emergency Medicine Practice

di Matthew Siket, Jonathan Edlow  edito da C.G. Edizioni Medico Scientifiche (emp)

L’attacco ischemico transitorio: un aggiornamento basato sull’evidenza L’attacco ischemico transitorio (TIA – Transient Ischemic Attack) rappresenta un’emergenza medica e precede un ictus in circa un terzo dei pazienti che lo presentano. Il rischio di ictus è più alto nelle prime 48 ore dall’attacco ischemico transitorio e la valutazione iniziale in DEA rappresenta la migliore opportunità di identificare i soggetti maggiormente a rischio ictus. Il punto dovrebbe essere differenziare l’attacco ischemico transitorio dall’ictus e da patologie con sintomi molto simili. Si può formulare una diagnosi accurata partendo dall’anamnesi di insorgenza improvvisa di sintomi negativi di origine ischemica che sono di pertinenza di un territorio vascolare, accompagnata da un esame obiettivo normale e dall’assenza agli accertamenti radiologici di segni di infarto. Gli attacchi ischemici transitori difficilmente durano più di un’ora e non è più considerata valida la classica definizione, che considerava TIA un evento cerebrovascolare con risoluzione dei sintomi entro le 24 ore. Una volta formulata la diagnosi, i criteri clinici di rischio possono confermare quanto emerso dagli accertamenti radiologici ed aiutare ad identificare i pazienti a maggiore o minore rischio di ricorrenze. La prima valutazione eziologica, comprensiva di indagini neurovascolari e cardiologiche, permette di elaborare le strategie di prevenzione secondaria. Per molti pazienti con TIA, i centri specializzati negli attacchi ischemici transitori ed i reparti di osservazione in DEA rappresentano alternative sicure ed efficaci al ricovero ospedaliero.

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