ISBN: 978-88-6741-271-6
Pagine: 388


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Istituzioni, Diritti, Economia

di Giovanna Colombini  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

L’idea di affrontare il tema della Costituzione economica europea nella prospettiva del processo di integrazione dall’Unione economica all’Unione politica, è nata da un felice scambio di riflessioni che sono andate maturando in occasione dei tanti seminari di approfondimento organizzati all’interno dei corsi di Istituzioni di diritto pubblico e di contabilità pubblica. Il fatto poi che l’argomento di indagine abbia potuto trovare al termine della ricerca un riscontro concreto nella firma da parte degli Stati dell’Unione del Trattato che adotta una Costituzioneper l’Europa, costituisce sicuramente una conferma dell’opportunità della scelta a suo tempo compiuta. La ricerca muove dal convincimento, in tutti coloro che vi hanno preso parte, che l’Unione europea – nata come Comunità economica – presentava fin dalle origini significativi risvolti politici dai quali anche le tematiche economiche e finanziarie non avrebbero potuto prescindere. Queste in sintesi le ragioni di fondo che hanno suggerito, man mano che venivano esaminati i problemi emergenti dal dibattito sui lavori della Convenzione, di indirizzare la ricerca non soltanto sui temi cari alla costituzione economica, ma anche su alcuni aspetti istituzionali che toccano l’organizzazione di poteri, il sistema delle competenze e delle fonti, i diritti fondamentali, lo spazio giuridico europeo, per l’evidente interrelazione che sempre sussiste tra diritti, poteri ed economia. Un’impostazione del genere ha suggerito di suddividere il lavoro in due parti, una relativa ad istituzioni e diritti, ed una relativa ad economia e finanza, il cui nesso funzionale trova conferma proprio nella struttura del testo costituzionale, enunciativo nella prima parte dei principi che presiedono all’esercizio dei poteri nell’ambito di un quadro istituzionale unitario e nella terza parte delle regole che ne disciplinano il funzionamento e l’esercizio.

L’elaborazione del Trattato costituzionale europeo costituisce indubbiamente una scelta audace ed impegnativa da parte degli Stati dell’Unione europea, soprattutto per la connessione temporale con la decisione di procedere al più rilevante allargamento finora realizzato del novero dei suoi membri. Tale circostanza ha indotto anche i più autorevoli studiosi ed esperti a commenti improntati ad entusiasmo ed a prospettive generosamente anticipatrici. Si è parlato di “autentica trasformazione genetica nell’assetto delle istituzioni europee”, di “(quasi) Costituzione europea”, di “salto di qualità politica” verso il federalismo. In effetti, ancor prima dei lavori della Convenzione, si identificava una “costituzionalizzazione” dell’ordinamento comunitario, per l’effetto combinato di cinque principî (dei quali i due più recenti erano individuati nei diritti fondamentali e nella responsabilità dello Stato per omessa o tardiva attuazione delle norme comunitarie). È apparso, quindi, del tutto... continua

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