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Lucca nel Duecento

di A. Poloni (Ed. 2009 Pagg. 236)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Nella tradizione storiografica le ricerche sui radicali mutamenti politico-istituzionali che interessarono le città comunali italiane nel Duecento, e che si manifestarono soprattutto nell’affermazione dei movimenti di Popolo, e quelle sul ruolo centrale svolto dai mercanti italiani nella rivoluzione commerciale duecentesca sono per lo più procedute parallelamente, senza incontrarsi. Eppure i protagonisti dei due fenomeni, la «rivoluzione politica» del Popolo e la rivoluzione commerciale duecentesca, sono in larga parte gli stessi. Questo libro è il tentativo, applicato a un case study specifico, la città di Lucca, di integrare le due prospettive. Esso è cioè uno studio sul cambiamento sociale che caratterizzò il Duecento lucchese, del quale furono parte il cambiamento economico e il cambiamento politico, la rivoluzione commerciale della seta e la rivoluzione politica del Popolo, e anche il mutamento delle strategie di affermazione individuale e familiare e dei canali di mobilità sociale. I diversi cambiamenti sono analizzati nel loro complesso intrecciarsi e nel loro imperfetto sovrapporsi, come elementi di un unico processo di trasformazione del tessuto sociale cittadino. Ricollocate nel contesto delle loro interazioni, sia l’espansione economica duecentesca che l’evoluzione politico-istituzionale sono apparse in una luce in parte nuova. Il diverso punto di vista, cioè, ha consentito di giungere ad alcuni risultati inediti tanto sulla storia dell’industria e del commercio di Lucca quanto sulle vicende del Popolo nella città toscana.

Quando, alcuni anni fa, Alma Poloni fece leggere a Giuseppe Petralia e a me la sua tesi di dottorato sulle trasformazioni sociali e politiche a Pisa fra il 1220 e il 1330 circa, che sarebbe presto diventata un volume fondamentale per capire il significato dell’avvento del “Popolo” in una grande città comunale italiana, entrambi pensammo che avevamo finalmente trovato la ricercatrice che sarebbe stata in grado di colmare una delle lacune più vistose degli studi sul Medioevo toscano: la storia di Lucca nel Duecento e nel primo Trecento, fino alle soglie della signoria di Castruccio. La squillante conferma della giustezza di quella nostra intuizione è il presente volume (preceduto in verità da alcuni saggi pubblicati in rivista), alla cui lettura spero d’invitare il maggior numero di persone amanti dei buoni libri di storia. Sono particolarmente lieto, innanzitutto, che il libro sia pubblicato dalla casa editrice dell’Università di Pisa, perché è il frutto dell’impegno di una studiosa ... continua

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