ISBN: 978-88-8492-872-6
Pagine: 140


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Dal reclamo all’appello

di Claudio Cecchella  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Il diritto della famiglia e, particolarmente, il diritto processuale della famiglia, mai come oggi, dopo un trentennio di riforme, dal 1975 al 2005/2006, rende indilazionabile un intervento del legislatore sul piano sistematico, che riconduca a ragioneuna serie di interventi parziali e frammentari, suggeriti dall’impulso della congiunturapolitica, più che da una visione di insieme e da una consapevolezza dei principigenerali del processo civile e dalle necessità sottese alla tutela giurisdizionale dei diritti, particolarmente quando sono implicati interessi indisponibili o comunque necessitanti di una tutela specifica e d’urgenza come nel diritto di famiglia. La sperimentazione di forme speciali, assai spesso dovuta al caso della congiuntura, come la tutela cautelare anticipatoria (art. 708 c.p.c.) e la tutela camerale (art. 709-bis, 710, artt. 4, 15° comma, e 9, legge n. 898 del 1970), non può essere all’origine di un intervento casuale, come lo è stato in tutti questi anni, perché rischia di essere la causa di gravi lacune, ponendo su basi incerte la regola processuale, minando in modo inaccettabile la certezza del diritto. Ecco l’occasione, nell’inevitabile ruolo di supplenza dell’interprete, di un convegno che si misuri proprio sull’applicazione delle forme cautelari e camerali al processo familiare, confrontandosi con i temi della impugnativa e modifica dei provvedimenti sommari, del Presidente come del giudice istruttore, che risentono molto delle forme del processo cautelare e della impugnativa della sentenza che conclude la cognizione piena, che rinvia alle forme camerali. Si sono confrontati docenti universitari, avvocati e magistrati, nei diversi punti di vista che ognuno esprime, in occasione della 2a giornata di studi in memoria dell’avv. Mario Jaccheri, tenutasi a Pisa presso La Sapienza il 14 settembre 2007, di cui si pubblicano gli atti.

Claudio Cecchella I diritti implicati dal diritto di famiglia e in particolare dal procedimento per separazione e divorzio si caratterizzano per la loro accentuata specialità, la quale, anche quando non è dettata dalla loro indisponibilità, rende necessaria una attuazione in forma specifica (non essendo ammissibile una tutela risarcitoria per equivalente) ovvero un’attuazione effettiva, in forme rapide ed urgenti, da adattare all’evoluzione della fattispecie nel tempo. Questa caratteristica si rinviene sia in situazioni patrimoniali, come i crediti al mantenimento del coniuge o del figlio, sia in situazioni personali, come l’affidamento, la potestà, sia infine in situazioni miste, come l’assegnazione della casa familiare. Di conseguenza il processo di famiglia e le tutele in esso offerte risentono in modo intenso del carattere strumentale della tutela giurisdizionale rispetto alle esigenze postulate dal diritto sostanziale e dalla tutela degli interessi protetti. Si pensi, ad esempi... continua

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