ISBN: 978-88-6741-273-0
Pagine: 284


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L’officina della Pace

di Tiziano Telleschi  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Nelle relazioni tra persone o con le istituzioni non manchiamo mai di domandarci, perplessi: Chi decide? Chi subisce? E subito dopo: Come nasce il potere? Perché si obbedisce? Ma anche: C’è in fondo un potere positivo? E infine, con speranza: nonostante la inevitabilità di conflitti e le controsemantiche distorsive del potere, c’è uno spazio della vita sociale nel quale il ‘prendersi cura di’, impregnato di amore e altruismo, si trasformi in una vera cooperazione anziché disperdersi in un inconcludente ‘buonismo’? A questi interrogativi il volume risponde con approcci differenti (antropologia, sociologia, storia, filosofia, psicologia) in un accorto dialogo che, infine, è la fucina dove viene forgiata una tripletta di ‘arnesi’ (potere, conflitto, cooperazione) essenziali per costruire la società ideale che vorremmo abitare. Tra gli argomenti discussi: teoria ‘imperfetta’ della pace, etica delle competenze umane a ‘far vari tipi di pace’ e a disapprendere la violenza, mediazione familiare per la salvaguardia dei diritti dei minori, cooperazione paritetica allo sviluppo fra Paesi dal potere economico squilibrato, associazionismo giovanile e costruzione di un’autorità positiva, indulgenza verso la guerra e ‘forza’ della nonviolenza, ruolo dei mediatori sociali nell’empowerment del legame solidale, lotta per lo spazio fra residenti e immigrati.

Tiziano Telleschi Siamo eredi di un secolo, il Novecento, e della sua decade successiva che è appena tramontata, ricco di grandi idee e pure della loro contro-idea, di modo che individualismo e collettivismo, nazionalismo e internazionalismo, socialismo e capitalismo, fideismo e ateismo, razionalismo e sentimentalismo, guerra e pacifismo, conflitto e cooperazione, vi si trovano tutti ugualmente bene come a casa loro; e oggi per giunta viviamo anche i resti non ancora consumati di innumerevoli altre contraddizioni di uguale o minore valore per l’attualità. Anche l’amore non s’accontenta che l’unità della natura riposi sui contrasti ma, incline com’è al dolce inganno della congiunzione perfetta, vorrebbe un’unità senza opposizioni. Di credere nella possibilità di porre fine, un giorno, a ogni forma di contrasto e contraddizione sembra così naturale che oggi temiamo profondamente tutto ciò che appena minaccia le nostre vite e le nostre società... continua

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