ISBN: 978-88-10-96023-3
Pagine: 514


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ANIMALI SIMBOLICI

Alle origini del Bestiario cristiano. II (Leone-Zanzara)

di Maria Pia Ciccarese  edito da EDB Edizioni Dehoniane Bologna

La dimensione simbolica degli animali, un tempo corrente e universalmente accettata, ha lasciato traccia nel mondo moderno. Man mano che la fauna selvatica sparisce dal nostro habitat, sembra quasi che gli animali simbolici tornino sempre più a popolarlo: la colomba rappresenta i movimenti pacifisti, il cavallino rampante è l'emblema di una casa automobilistica orgoglio degli italiani, leoni leopardi lupi e aquile sono adottati dalle più agguerrite squadre di calcio. Ancora oggi additiamo negli animali lo stereotipo di vizi e virtù umani: il coraggioso è un leone, il vigliacco è un coniglio; la ragazza intraprendente fa la civetta e il maestro chiama asini gli studenti. Alla ricerca delle radici remote da cui ha tratto alimento il simbolismo animale, scopriamo il ruolo centrale dell'esegesi biblica: non può sfuggire come, dalla Genesi all'Apocalisse, dal serpente al drago, la Bibbia si apra e si chiuda con una bestia-simbolo. L'opera tratta degli animali menzionati nella Bibbia, che hanno quindi goduto dell'attenzione degli antichi esegeti. Il secondo volume ospita in ordine alfabetico gli animali dalla L alla Z. La curatrice, di cui è nota la sicura competenza in quest'ambito, propone una ricchissima e accurata antologia. Due i possibili livelli di lettura: per informazione e per consultazione. I capitoli possono essere letti l'uno di seguito all'altro o consultati come voci di un'enciclopedia; si può inoltre andare direttamente agli indici, alla ricerca di un autore o una citazione specifica. Ogni capitolo ha la medesima struttura tripartita: un'introduzione traccia brevemente la storia del simbolo animale, seguono i passi antologici suddivisi per simbologie, il corredo di note accorpate a fine capitolo fornisce il necessario complemento di passi paralleli e le spiegazioni più essenziali. Il rigore scientifico che contraddistingue il volume e il prestigio della collana che lo accoglie non traggano in inganno: scritto con uno stile agile e accessibile a tutti, corredato sempre di traduzione per quanti non conoscono (o più non ricordano) il greco e il latino, il testo è veramente "godibile" dal più ampio pubblico.

32/4,9: «(Cristo) è insieme uomo, leone, vitello, aquila: uomo perché è nato da Maria, leone perché è forte, vitello perché è vittima, aquila perché è la resurrezione ... (Marco) comincia con l’esprimere la sua potenza divina perché Egli, re da re, forte da forte, vero da vero, ha disprezzato la morte con la sua forza vitale ...». La sequenza simbolica di Ambrogio-Girolamo è quella diventata tradizionale in Occidente, soprattutto grazie al contributo dell’iconografia: per un esempio cf. la rappresentazione musiva nel Presbiterio di S. Vitale, a Ravenna. 100 Si tratta naturalmente di Giovanni Battista, presentato all’inizio del Vangelo di Marco come «voce di colui che grida nel deserto» (1,3), secondo la profezia di Is 40,3. 101 L’idea di un Vangelo ‘tetramorfo’, in collegamento con i quattro esseri viventi dell’Apocalisse, risale a Ireneo, Adv. haer. III,11,8, SCh 211,162-164: «Il Logos, quando si è rivelato agli uomini, ci ha dato il Vangelo che ha quattro forme ma contiene un solo... continua

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