ISBN: 9788887139571
Pagine: 82


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Già la mensa è preparata

di Corrado Rollin  edito da Il leone verde Edizioni

Musica e cucina hanno molto in comune, uno chef a suo modo è un direttore d’orchestra (e viceversa) e chi ama un'arte spesso indulge anche ai piaceri dell'altra. All'opera si mangia, si beve, si brinda, si banchetta - magari approfittando dell'occasione per avvelenare qualcuno. In Spagna nel Cinquecento era in voga una forma di composizione musicale detta ensalada. Nell'opera barocca un'aria cantata da un comprimario mentre il pubblico era distratto e magari si dissetava si chiama aria di sorbetto. Un bicchiere stretto e alto è una flûte. Nato a Torino nel 1957, laureato in Lettere moderne presso l’Università di Torino nel 1983 con tesi in Storia della musica, è giornalista pubblicista dal 1990. Dal 1985 collabora con il Teatro Regio di Torino con conferenze e audizioni discografiche sul rapporto fra musica e letteratura. Per la scena ha scritto Il misterioso potere. Mozart nello specchio degli scrittori, una conversazione-concerto con alcuni grandi della letteratura moderna e contemporanea. E' autore dei volumi Philidor, il musicista che giocava a scacchi (Brescia, Messaggerie scacchistiche 1994) e dei saggi Delius: ritratto di uno sconosciuto. Letture, ascolti, visioni in A Village Romeo and Juliet (Fondazione Teatro Lirico di Cagliari 2002), Buffoni! I molti colleghi di Rigoletto in Rigoletto (Fondazione Teatro Lirico di Cagliari 2003) e La professione della signora Violetta. Tante “traviate” fra delitto, commozione e parodia in La traviata (Fondazione Teatro Lirico di Cagliari 2004).

7Preludio La prima volta che andai al Covent Garden, nell’intervallo inciampai in un piatto con avanzi di manzo, nascosto sotto le poltrone. All’opera (in scena, intendo dire) si mangia e si beve abbastanza spesso, ma fino ad Ottocento inoltrato la sala e i palchi erano considerati un luogo mondano più che un sacrario dell’arte musicale. Oggi assistiamo alle rappresentazioni avvolti dal buio, concentrati sull’“evento culturale”; un tempo, anche per ragioni squisitamente tecniche, tutto era sempre illuminato, nei palchi si conversava e, se si presentava l’occasione, bastava tirare una tenda per isolarsi del tutto. I proprietari di questi salottini li consideravano dei monolocali con uso cucina. Il “camerino” annesso al palco, che oggi usiamo come guardaroba, permetteva al servitore in livrea di trasformarsi in cuoco e i rifiuti venivano serenamente scaraventati in strada attraverso la finestra. Alla Scala di Milano il 15 settembre 1778 furono costretti a pubblicare questo “Avviso”: “... continua

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