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Immaginazione visiva e conoscenza

di A. Ambrosini (Ed. 2008 Pagg. 436)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

Questo lavoro nasce dall’esigenza di riflettere sul fatto che, in alcuni dei trattati più importanti della letteratura artistica di matrice fiorentina nel periodo compreso tra gli inizi del Quattrocento e i primi anni del secolo successivo, la dinamica della visione risulta costantemente indicata quale fondamento e modello della pratica figurativa (pittura e scultura). Per intendere il valore dell’assimilazione sono stati presi in esame i libri De pictura (1435-1441 circa) di Leon Battista Alberti, i Commentarii (1447-1455) di Lorenzo Ghiberti e il Libro di Pittura (1480 circa-1518) di Leonardo da Vinci nelle parti che, di volta in volta, apparissero più significative. L’analisi, condotta indipendentemente da un testo all’altro, converge a mostrare che il vedere, ben lontano dall’esaurirsi nell’ambito della semplice percezione, sollecita la capacità cognitiva della mente e permette che l’uomo si renda ad un’esperienza effettiva di ciò che lo circonda. Su queste basi si conclude agilmente che pittura e scultura, poiché trovano fondamento nel vedere, possiedono valore conoscitivo: introducono alla profondità della consapevolezza attraverso la quale, vedendo, è possibile entrare in contatto con la ricchezza dei fenomeni. Pur concentrando l’attenzione sui testi, lo studio ha inoltre assicurato spazio all’analisi delle opere figurative vere e proprie, in particolare nel caso di Ghiberti, nell’intento di mostrare la diretta congruenza che lega i concetti formulati a parole alla tessitura visiva delle immagini.

Questo studio nasce dall’esigenza di riettere su di un fatto. In alcuni dei testi fondamentali della letteratura artistica di matrice orentina nel periodo compreso tra gli inizi del Quattrocento e i primi anni del secolo successivo, la visione è indicata quale origine e fondamento della pratica gurativa (pittura e scultura). Nel corso di queste pagine saranno presi in esame, di seguito, il trattato De pictura redatto in volgare da Leon Battista Alberti tra 1435 e 1436, i Commentarii (1447-1455) di Lorenzo Ghiberti e il Libro di Pittura (1480 circa-1518) di Leonardo da Vinci nelle parti che, di volta in volta, risultano più direttamente attinenti alla questione1. Nel caso del De pictura ho proceduto ad una lettura analitica del Libro primo nella versione in volgare (anche se ho fatto ricorso a quella latina qualora da essa si potessero ricavare informazioni più diuse o semplicemente più chiare)2. In esso Alberti risponde al proposito 1 Ho consultato il trattato De pictura nell’ed... continua

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