ISBN: 978-88-10-96084-4
Pagine: 274


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LE MALATTIE DELL’ANIMA

TRATTATO SUI VIZI CAPITALI

di Renzo Gerardi  edito da EDB Edizioni Dehoniane Bologna

Per molte persone i vizi capitali hanno oggi un fascino maggiore delle virtù e c'è chi ritiene che, appartenendo ormai al passato, debbano essere aggiornati o sostituiti da un nuovo elenco di «tabù contemporanei» in grado di cogliere l'essenza dell'etica moderna. Va però riconosciuto che superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia sono comportamenti che negli ultimi decenni sono stati oggetto di una rinnovata attenzione in vari ambiti: non solo da parte della teologia morale e spirituale, della filosofia, della storia e della letteratura, ma anche delle arti figurative, del teatro, del cinema, della psicologia, della sociologia, dell'antropologia culturale. Accade abitualmente che i vizi capitali vengano intesi come una sorta di chiave di lettura o di lente di ingrandimento per focalizzare dinamiche e contraddizioni in ambito sociale, politico, economico o relazionale. Tuttavia, osserva l'autore, non sempre l'approccio al tema è epistemologicamente corretto e le «malattie dell'anima» rischiano di essere sottovalutate nella loro insidiosa capacità di ridurre l'uomo in schiavitù.

Per la maggior parte delle persone oggi i vizi hanno un fascino maggiore delle virtù. Già la parola “virtù” appare a molti obsoleta e, se di virtù si deve parlare, tutt’al più esse sarebbero riservate a una piccola categoria di persone, ritenute eroiche o “fuori del mondo”. Ai molti le virtù appaiono fastidiose, perché non consentirebbero di vivere la vita come meglio piace. Il vizio, invece, no. Del vizio si preferisce intessere le lodi. In qualche modo affascina. Consente di sperimentare il brivido del proibito. Inoltre il vizio si traveste felicemente con il tratto ironico, che rende simpatico all’apparenza anche il peccato peggiore. Da parte di alcuni poi, scomparsa la condanna dei vizi, questi vengono considerati come comportamenti da tollerare o da accettare, se non addirittura come preferibili. E talora si arriva a suggerire che alcune opzioni, tradizionalmente ritenute come viziose, possano essere definite virtuose. Viceversa, si sostiene che presunti atteggiamenti virtuosi ... continua

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