ISBN: 978-88-8492-895-5
Pagine: 172


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Gli altri futurismi

di G. Tomassucci, M. Tria (Ed. 2010 Pagg. 172)  edito da Edizioni Plus - Universita' di Pisa

La diffusione del futurismo italiano nell’Europa centro-orientale e un tema finora stranamente rimasto ai margini negli studi e nelle bibliografie sui rapporti tra il futurismo italiano e le altre culture. I contributi raccolti in questo volume sono stati presentati al convegno Gli altri futurismi. Futurismi e movimenti d’avanguardia in Russia, Polonia, Bulgaria e Romania, tenutosi a Pisa nel giugno 2009. Oltre a prendere in esame alcuni aspetti inediti del futurismo russo, essi indagano la forza di attrazione esercitata per decenni dal futurismo italiano sulle piu giovani generazioni di molti paesi europei. E poco noto infatti che sin dagli anni Dieci manifesti e testi futuristi vi erano letti, tradotti e risvegliavano molteplici commenti e polemiche. Una realta verso cui gli italiani dimostrarono un’apertura fuori del comune, coltivando una complessa trama di relazioni internazionali (il cui asse spesso passava per la Berlino espressionista), anche attraverso i viaggi di Marinetti in Russia, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria e Polonia e i successivi contatti di Prampolini, Vasari, Bragaglia e Paladini (con la loro rivista ≪Noi≫) con esponenti di primo piano e periodici delle avanguardie artistiche di quei paesi. Queste fascinazioni, alimentate dalla rinnovata vitalita del futurismo italiano negli anni Venti, verranno sempre meno sentite da un’intelligencja prevalentemente orientata a sinistra, a causa della compromissione dei futuristi italiani con il fascismo e il colonialismo. In questo volume si mostra tuttavia come le innovazioni futuriste in campo letterario e teatrale siano penetrate in vari paesi europei, malgrado gli insanabili contrasti ideologici, fatto documentato anche da un’ampia bibliografia sulla ricezione dei testi futuristi italiani in Polonia nel trentennio 1909-1939 e da due testi teatrali inediti dell’avanguardia polacca fiancheggiatrice del futurismo: Il fabbricante di torpedini [1920] di Anatol Stern e Le Colombe di Winicja Claudel di Jalu Kurek [1925]

di Bajan firmata con lo pseudonimo “Valentin Solncev”, il poeta egofuturista individuava nel poema Vselennaja na plache la propria opera più importante, all’origine di quello che lui definiva il cosmismo, concezione poetica che Bajan si vantava di aver propagandato per primo in Russia e che attribuiva alla poesia il compito di porre e trattare i grandi temi scientifici alla luce dell’ispirazione e dell’intuito poetico12. Il poema fu presentato da Bajan più volte in pubblico e a sua detta suscitò sempre grande entusiasmo e partecipazione13. Anzi nella lettera a D. Chait egli tiene a sottolineare come il poema avesse particolarmente colpito Majakovskij14. In seguito pubblicò anche gli almanacchi Iz batarei serdca [Dalla batteria del cuore], Srublennyj poceluj [Il bacio scorticato] (con versi suoi, di Konstantin Bol’šakov e lo scritto di Marija Kalmykova Literaturnye ostrova [Isole letterarie]), Obvaly serdca [Frane del cuore] e P’janye višni [Amarene sotto spirito] (1920, vi troviamo ... continua

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