ISBN: 9788895177496
Pagine: 142


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Il mio apprendistato in cucina

di Graziella Martina  edito da Il leone verde Edizioni

Il cibo occupa un posto importante nell'opera di Colette, nata Gabrielle Sidonie, diventata madame Willy, poi baronessa di Juvenel des Ursins, e infine semplicemente Colette. Gli alimenti, il modo di cucinarli, il piacere provato nel gustarli sono una fonte d'ispirazione importante nella scrittura di questa donna gaudente e golosa, che ha saputo elevare la propria ghiottoneria trasformandola in una componente essenziale del suo genio creativo. Danzatrice, attrice di mimo, giornalista, oltre che scrittrice, Colette è una donna ambigua dalla personalità ricca e controversa, dotata di un'energia infaticabile, il cui merito lei attribuisce al cioccolato, consumato in grande quantità e considerato "un filtro che abolisce gli anni". Appassionata della natura e degli animali, lo è ancora di più della buona tavola e il suo potere verbale nel comunicare gli aromi e i piaceri del cibo, insieme a quello di risvegliare l'immaginario dei sensi del lettore, sono fuori del comune. Mettendoci a tavola con lei scopriamo i piatti dell'infanzia, come il dolce di Natale, capolavoro di Sido, il gateau cornu, la ciambella tradizionale della sua regione, e le ricche pietanze degli interminabili pranzi di nozze di campagna, da lei divorate fino a crollare esausta sul tavolo. Conosciamo i piatti ingegnosi del tempo di guerra, cucinati con i pochi ingredienti a disposizione, quelli portati con sé nei pic-nic vicino a Saint-Tropez e quelli, raffinati, del famoso ristorante del Palais Royal, dove Colette andava a mangiare la lepre alla royale e la torta di allodole. E, seguendo il suo insegnamento e i suoi suggerimenti, noi arriveremo a trasformare, per usare il titolo di uno dei suoi libri, le nostre prigioni quotidiane in piccoli paradisi. Graziella Martina ha pubblicato testi scolastici e di viaggio. Ha tradotto molti scrittori inglesi e francesi, fra cui Kipling, Dickens, Conan Doyle, Balzac, Maupassant e Verne. Fra gli ultimi lavori una guida alla Parigi insolita e sconosciuta, "Parigi città europea di charme", per l'editrice Ibis. www.graziellamartina.it

“La donna si ritira da un’arte che è sempre stata la sua – scrive Colette – e presto, anche se non saranno le ricette a far difetto, mancheranno le cuoche”. Di sicuro, le cuoche come le intendeva lei, depositarie di una sapienza tramandata nei secoli, in possesso di un istinto divinateur, che permetteva loro di conoscere la durata esatta della cottura senza bisogno di orologi e la quantità precisa di condimento da aggiungere senza bisogno di bilance, capaci di operare portenti in quel luogo magico e misterioso che era la cucina, sono in via di estinzione, se non del tutto scomparse. Anche i luoghi dove “ciò che si compie fra il momento di mettere sul fuoco la pentola, il bricco, la marmitta e il loro contenuto, e il momento, pieno di dolce ansietà e di speranza voluttuosa, quando si scoperchia sul tavolo il piatto fumante, è mistero, magia, sortilegio… – come scrive in Prisons et paradis – sono cambiati. La cucina è diventata un luogo tecnologico, pieno di macchine e di apparecchiat... continua

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