ISBN: 9788895177298
Pagine: 138


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A tavola con Grazia

di Neria De Giovanni  edito da Il leone verde Edizioni

Grazia Deledda, unico premio Nobel femminile per le lettere italiane, è una delle dieci scrittrici in tutto il mondo ad avere ottenuto questo prestigioso riconoscimento. Nata a Nuoro, nel cuore della Sardegna, del suo popolo narrò tradizioni, costumi, vicende storiche, banditi e amori. Il popolo sardo ha usi semplici e parchi così anche la sua cucina utilizza i prodotti della terra e dell'allevamento del bestiame, soprattutto ovini, in una economia agropastorale. Anche in casa Deledda si cuoceva il pane carrasau che durava in campagna per tante settimane senza ammuffire; anche in casa Deledda il porcetto e i dolci di mandorla e le sedadas arricchivano le feste. Un vero e proprio tesoro apparivano alla piccola scrittrice le provviste di frutta , uva e meloni d'inverno, chiuse nella soffitta. Grazia Deledda sapeva cucinare molto bene. Così anche in Continente guardava con attenzione le donne di famiglia per imparare i segreti della polenta o dei piatti di pesce. Ricordava, con una punta di ironia, che quando il messo dell'ambasciata di Svezia nel novembre 1927 le portò la comunicazione del conferimento del Premio Nobel, le baciò la mano che odorava di cipolla in quanto la scrittrice aveva appena finito di preparare un gustoso soffritto per il sugo! Neria De Giovanni è presidente dell'Associazione dei Critici Letterari, con sede a Parigi (primo italiano e prima dnna a ricoprire tale incarico); dirige il periodico di cultura "Salpare". Ha pubblicato 31 volumi di saggistica soprattutto sulla poesia contemporanea e sulla letteratura delle donne. È tra le maggiori esperte di Grazia Deledda sulla quale ha pubblicato nove volumi. Nel maggio 2007 è andato in onda su RAI 1 il programma televisivo "I luoghi di Grazia" (Deledda) da lei ideato e condotto.

Da sempre la preparazione del cibo è strettamente connessa ai ruoli femminili e casalinghi. L’allattamento rende la donna, in quanto femmina, dispensatrice del nutrimento in maniera diretta. L’immagine di una donna che rimescola dentro un paiolo, sfumata nei vapori della cucina, appartiene all’immaginario collettivo dell’umanità. Si colora di un’aura positiva, quando la donna è madre e nutrice; si contorna di toni ombrosi quando la donna è chiamata strega. Così la cucina, luogo della preparazione dei cibi, è anche luogo deputato al “potere” femminile che attraverso la tavola, e la soddisfazione di un prepotente bisogno primario, ha spesso inciso, anche indirettamente, sulle decisioni dell’uomo nutrito. Per scivolare dal versante antropologico a quello più squisitamente letterario, Banana Yoshimoto in Kitchen ha attualizzato l’importanza e il potere del cibo in una società come quella nipponica, molto attenta ai rituali e ai ruoli tradizionali. Di vero ritorno alla vita si può parlar... continua

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