ISBN: 9788887139970
Pagine: 90


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A convito con Dante

di Rosa Elisa Giangoia  edito da Il leone verde Edizioni

Una prospettiva certo originale e singolare di considerare l’opera e la vita del Sommo Poeta, attraverso i riferimenti gastronomici della sua opera e le ricette della sua epoca. Leggere la Commediaseguendo questo insolito percorso è un'opportunità particolare, in quanto consente in qualche caso di penetrare in più sottili risvolti interpretativi, sovente di aprire spiragli nella vita quotidiana dell'autore, che talvolta, anche solo tramite un semplice accenno linguistico, un paragone o qualche altro debole indizio, ci fornisce inaspettate possibilità di gettare un'occhiata, attraverso la sua arte, nel modo di vivere suo e del suo tempo. nsegnante, scrittrice e saggista. Collabora a riviste letterarie e di didattica anche on line. Ha ideato e cura la newsletter LETTERA in VERSI. Ha pubblicato manuali scolastici, tre romanzi (In compagnia del pensiero, Firenze 1994, Fiori di seta, Genova 1989, Il miraggio di Paganini, Empoli 2005) e un prosimetron (Agiografie floreali, Recco 2004). Per l’Assessorato alla Cultura della Regione Liguria ha curato, insieme a Laura Guglielmi, la collana (10 voll.) Liguria terra di Poesia (1996-2001) e per l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Genova, insieme a Margherita Faustini, i volumi Sguardi su Genova (2005) e Notte di Natale (2005). Fa parte di diverse giurie di Premi letterari. Sue poesia sono presenti in numerose antologie. Ha vinto vari premi letterari (Città di Salò, Via Francigena, Maestrale e altri) .

9della carne, per lo più cacciagione proveniente dalle proprie terre, l’uso di vino genuino e l’abbondanza di spezie. Naturalmente tutto questo poteva essere allietato dalla presenza di musici, buffoni e giocolieri. A rendere elegante il banchetto contribuiva poi il gran numero di servitori, l’abbondanza di candele e di profumi. Questa era l’eleganza, che rappresentava per Dante il “vizio della gola”: per lui i golosi, che punisce nel canto VI dell’Inferno, sono coloro che amano mangiare abbondantemente in un ambiente elegante e piacevole. Dante, però, questo aspetto non ce lo dice apertamente, ma ce lo fa capire indirettamente in quanto li punisce mettendoli in una situazione completamente contraria, in cui sono tormentati dal freddo, dal puzzo, dal fango, dai terribili latrati e dalle unghie di Cerbero. La rappresentazione della pena e del dèmone che castiga i dannati con crudeltà sottolineano il distacco e la ripugnanza del poeta nei confronti di un peccato che degrada chi lo com... continua

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